L’Ultima Cena – Franciabigio

  • Particolare luce radente prima del restauro
    Particolare luce radente prima del restauro
  • Particolare prima del restauro
    Particolare prima del restauro
  • Lunetta destra durante la revisione del supporto in vetroresina
    Lunetta destra durante la revisione del supporto in vetroresina
  • Particolare durante il restauro
    Particolare durante il restauro
  • Ultima Cena di Franciabigio, dopo il restauro
    Ultima Cena di Franciabigio, dopo il restauro

Scheda intervento

L’Ultima Cena
Francesco di Cristofano, detto Franciabigio, 1514
Refettorio del Convitto Ecclesiastico della Calza
(Piazza della Calza 6, Firenze)

proprietà Ente Arcidiocesi di Firenze.
Affresco staccato
280 cm x 720 cm
 

  • Analisi: Il forte degrado dei dipinti del refettorio ha suggerito di far precedere l’intervento di restauro da una campagna di indagini sul microclima e sulla microflora ancora visibile sulla superficie pittorica. Analisi microchimiche qualitative e quantitative microchimiche sono stati eseguite per identificare i pigmenti utilizzati dal Franciabigio e verificare la presenza di materiale organico o minerale applicato durante gli interventi di restauro precedenti.
  • Preconsolidamento e pulitura: con microinfiltrazioni di resina acrilica in emulsione acquosa PRIMAL AC33 in percentuali variabili da 5% al 10% a seconda delle zone da trattare. Il pulviscolo e i depositi incoerenti sono stati asportati con l’ausilio di pennellesse. La pulitura dalle sostanze organiche e dai ritocchi precedenti alterati è stata eseguita in due fasi:
             1. L’applicazione attraverso compresse di carta giapponese di soluzione satura di carbonato d’ammonio in acqua deionizzata e                          successivo risciacquo. I rimasugli di colla animale ancora sulla superficie sono stati rimossi con impacchi di carta giapponese e acqua                demineralizzata calda.
             2. Dove persistevano tracce di materiale organico e ritocchi alterati (per esempio nei paesaggi e sulla tovaglia) sono stati applicati                      impacchi di pasta di cellulosa e sepiolite con soluzione satura di carbonato d’ammonio in acqua deionizzata.
    Dopo il risciacquo le zone sono state asciugate sotto impacco di carta giapponese per assorbire eventuali residui di materiale organico. I residui neri dei microrganismi presenti nelle piccole cadute di colore e in maggiore quantità nella zona della tovaglia sono stati rimossi meccanicamente a bisturi e a spiedino di legno.
    Durante la prima pulitura è stata eseguita una disinfestazione mediante l’applicazione di Neodesogen al 1% in acqua deionizzata.
    Le stuccature a resina grossolane e debordanti sull’originale sono state asportate a bisturi o con una miscela di alcool etilico e acetone.
  • L’intervento sul supporto: La stuccatura dei bordi del dipinto che sormontava parzialmente sull’originale è stata gradualmente smontata a bisturi. con l’aiuto dei tiranti passanti per anelli attaccati al soffitto e attaccati al supporto dell’affresco nei fori delle viti, il supporto in vetroresina è stato gradualmente staccato dalla parete, partendo dalla lunetta destra e lavorando su una lunetta alla volta.
    La muratura, nonostante mostri tuttora gli effetti dell’azione di umidità avvenuta nel passato, appariva attualmente molto asciutta. I mattoni e le pietre più sporgenti che sforzavano sul supporto in vetroresina sono stati portati a livello con lo scalpello.
    Si è proceduto ad una verifica delle sedi delle viti nella muratura; le sedi inidonee sono state spostate in zone di maggiore tenuta, tenendo conto di praticare il foro sull’affresco in zone dove già mancava il colore originale. E’ stato rinforzato il vetroresina nelle sedi dei nuovi fori con l’applicazione di toppe dal retro in fibra di vetro applicate con stucco a resina poliestere. I fori nell’affresco non più utilizzati sono stati risarciti nello stesso modo.
    Nelle aree di maggiore ondulazione sono state applicate fasce di velcro di altezza 5cm. Le femmine sono state posizionate sul retro del vetroresina e incollate con resina epossidica a presa rapida ed i maschi attaccati alla muratura retrostante con resina bostik per muratura.
    Il supporto in vetroresina è stato poi gradualmente riadagiato alla muratura, spianandolo con una morbida pressione manuale dal davanti. Sono state poi applicate nuove viti in ottone con tasselli in plastica resistente per non compromettere la reversibilità dell’intervento.
  • Stuccatura: I bordi del perimetro dell’affresco sono stati stuccati al livello con una malta di sabbia e grassello di calce con l’aggiunta di piccole quantità di terra d’ombra naturale per l’equilibratura cromatica della stuccatura.
    Le stuccature delle mancanze di colore sono state eseguite con malta contenente grassello di calcio e carbonato di calcio precipitato.
  • Consolidamento ad idrossido di bario: Dopo una serie di tests preliminari sono state applicate delle compresse di idrossido di bario al 6% in acqua deionizzata. L’applicazione e stata fatta a pennello su un supporto di carta giapponese e carta cinese di vario spessore a seconda l’esito delle prove nelle zone dove il colore aveva perso coesione- sugli sfondi e sui paesaggi, sulla tovaglia, e sui vestiti dei personaggi nella parte bassa, in modo di ottenere la riaggregazione della superficie e una lettura più nitida del dipinto.
  • Reintegrazione pittorica: La reintegrazione è stata eseguita con colori ad acquerello Winsor e Newton a velature a sottotono sulle cadute di colore e sulle abrasioni della pellicola pittorica.
    E’ stato eseguito un’abbassamento di tono delle stuccature delle grandi lacune ai bordi superiori delle lunette reintegrate a neutro nel restauro precedente.

 

Restauro: Elizabeth Wicks Marina Vincenti

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