San Giovanni Gualberto in Trono con santi e beati – Neri di Bicci

  • Prima del restauro
    Prima del restauro
  • Particolare durante il restauro
    Particolare durante il restauro
  • Particolare durante il restauro
    Particolare durante il restauro
  • Particolare dopo il restauro
    Particolare dopo il restauro
  • Dopo il restauro
    Dopo il restauro

Scheda intervento

San Giovanni Gualberto in Trono con santi
Chiesa di Santa Trinità (Firenze)

e beati dell’Ordine Vallombrosano
Dipinto ad affresco

Neri di Bicci, 1455
cm 453 x 486

Il Grande affresco raffigura San Giovanni Gualberto. La composizione, di ampio respiro, mostra il santo seduto su un trono coperto da un drappo, all’interno di una cappella con volta stellata e con calotta a forma di grande conchiglia rovesciata da cui fori passa un nastro coi nomi dei Santi e beati rappresentati, suoi confratelli nell’Ordine Vallombrosano da lui fondato. L’affresco fu dipinta nel chiostro della chiesa di San Pancrazio, ma in seguito all’alluvione del 1966 fu staccato, restaurato e trasferito nella cappella Compagni di S.Trinita nel 1973. Nell’attuale intervento di restauro (finanziato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze) le operazioni di pulitura hanno rimosso gli strati di sporco di deposito, di nero fumo, ed i residui di colla lasciati dai restauri precedenti. Nella parte inferiore dell’affresco le zone che presentavano efflorescenze saline sono state trattate con impacchi di resine a scambio ionico. I rifacimenti ottocenteschi a calce, di tono molto più scuro dell’originale, sono stati puliti con gel a pH basico. Sono state consolidate sia le zone di distacco della pellicola pittorica, che i distacchi tra la tela di supporto ed il pannello in vetroresina. L’obbiettivo primario del restauro pittorico è stato quello di restituire unità di lettura compositiva e cromatica dell’opera. A questo scopo è stata eseguita una reintegrazione pittorica atta ad alleggerire l’impatto dei rifacimenti ottocenteschi. Inoltre, sulla pellicola pittorica abrasa e nelle zone integrate a neutro nel precedente restauro la reintegrazione è stata eseguita ad acquerello sottotono e a velatura, con la ricostruzione a sottotono degli elementi decorativi modulari della struttura architettonica.


Restauro: Elizabeth Wicks In collaborazione: Marina Vincenti

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